
Il progetto nasce dall’unione tra fragilità dello specchio e resistenza dell’acciaio. Figure che parlano dell’immagine e della loro duplicità. Doppio è il loro apparire, come oggetti puramente decorativi e come specchi con la pratica funzione di riflettere. Il progetto indaga il tema della riflessione come immagine ed ombra di noi stessi. Tutto ha una duplice natura, come la filosofia orientale considera un’unica essenza formata da Yang e Yin; siamo contemporaneamente maschi e femmine, luce e oscurità, terra e cielo. Gli oggetti sono creati da lastre di acciaio, simbolo di durezza e inalterabilità, trattato come un fragile specchio di vetro, ritagliando in parte il profilo con morbidezza. Le figure si ispirano al tema del giardino e del frammento.
Foto:
Ottavio Tomasini, Carlo Dal Bianco Studio
Collaboratori:
Gaia Guglielmini designer, Isabella Sinigaglia designer